L’obesità  è uno dei problemi maggiormente diffusi nella società contemporanea e può colpire tutte le persone senza distinzione di età e condizione socio-economica. L’obesità è una patologia caratterizzata da un eccessivo accumulo di tessuto adiposo che sempre più spesso si correla alla comparsa di patologie secondarie come il diabete, l’ictus, patologie cardiovascolari, problematiche respiratorie, ipertensione, asma, ecc. I principali fattori che determinano l’obesità sono: un’alimentazione sregolata, l’eccessiva sedentarietà e la familiarità. Questa patologia, legata anche a problemi di carattere psicologico, sempre più spesso ha un esordio precoce. L’obesità infantile, infatti, interessa i bambini fin dai primi anni di vita, anche se i maggiori sviluppi della patologia si verificano durante il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza. I bambini si trovano in un periodo della loro vita molto importante e delicato. Vi è lo sviluppo del corpo, la maturazione sessuale, ma anche la formazione del carattere e della personalità. L’obesità ha degli effetti negativi per quanto riguarda l’autostima, l’immagine che i bambini creano di se stessi, ma soprattutto condiziona le relazioni sociali con i loro coetanei a causa della chiusura in sé stessi e a cambiamenti del carattere che portano all’emarginazione per essere considerati diversi. È di fondamentale importanza, quindi, che i bambini hanno la possibilità di confrontarsi tra di loro, affrontare un percorso di rieducazione alimentare, fisico e psicologico, ma soprattutto essere coinvolti in un’attività fisica coinvolgente e che aiuti loro non solo a perdere peso e mantenere il peso forma ideale, ma che promuove la consapevolezza di una vita sana.

Sempre più spesso, i bambini sono protagonisti di una vita sedentaria, passano tantissime ore davanti alla televisione, al computer, ai giochi elettronici, accompagnati da merendine, snack e patatine e sempre più spesso rifiutano l’attività sportiva o semplicemente una qualsiasi attività caratterizzata da movimento. Per ovviare a questo problema, dobbiamo andare ad agire su due punti fondamentali:

  • Modificare la dieta sia dal punto di vista quantitativo, eliminando il cosiddetto “cibo spazzatura”, sia dal punto di vista quantitativo, cioè adattare la quantità di calorie ingerite in funzione alle calorie bruciate con le attività giornaliere.
  • Stimolare i ragazzi alla pratica di attività motoria, amatoriale o agonistica, per far sì che aumenta il metabolismo, aumenta la massa magra e diminuisce la massa grassa.

Per quanto riguarda la dieta, sicuramente il bambino deve essere seguito da una persona competente e ben preparata in quest’ambito, perché le diete fai da te o le diete troppo drastiche possono portare a risultati indesiderati.

L’attività fisica nei bambini obesi, se praticata in maniera costante, programmata nel rispetto delle caratteristiche personali e svolta con interesse e partecipazione, porta notevoli benefici per quanto riguarda la perdita di peso ponderale, ma soprattutto apporta con il passare del tempo a degli adattamenti fisiologici fondamentali nella terapia dell’obesità. I benefici possono essere a breve termine (a carico dell’apparato locomotore vi è un aumento del tono muscolare, miglioramento della qualità del tessuto tendineo, a livello dell’osso migliora il metabolismo del calcio con conseguente aumento della densità ossea e della resistenza meccanica, ecc.) e a lungo termine (adattamenti a carico dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio). Per tutti questi motivi, bisogna invogliare i bambini a praticare l’attività fisica, far capire loro l’importanza del movimento per il loro benessere psico-fisico, che è un elemento fondamentale per la vita adulta e anziana.

Dott.ssa  Simeonova Vessela

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